MARIO FRANCESCHINI

Mostre personali

1970- Avezzano (L'Aquila)
1974- Anagni (Frosinone)
1976- Azienda Autonoma per il Turismo - L'Aquila
1978- Pro Loco - Marino (Roma)
1990- Galleria "Forum Interart" - Roma
1992- Galleria "Parioli Arte" - Roma
1999- Sala Esposizioni Palazzo Colonna - Marino (Roma)


Mostre collettive

1991- "Artisti per la pace" - Galleria Palazzo Margutta - Roma
1992- Castello dei Conti di Waldestein - Duchov - Cecoslovacchia
1993- Mostra concorso "Omaggio a Claude Monet" - Accademia di Romania - Roma
1995- "Per una Civiltà dell'Amore" - Chiostro di S.Croce - Firenze
1998- Settimana della cultura - Lega Beni Culturali - Centro Logistico della
Guardia di Finanza - Villa Spada - Roma
1998- Rassegna di artisti contemporanei - Palazzo delle Esposizioni - Roma
2004-                           "Tempi a Confronto" - Museo Civico
"Mastroianni" - Marino - Roma

Articoli e recensioni

Il Corriere della Sera
Il Corriere di Roma
Il Messaggero
Momento-sera
Il Tempo
L'unità
Editrice "L'Elite" - Varese
Lalli Editore - Poggibonsi - Siena


"Per molti pittori  dipingere è una gioia e una necessità. La gioia è un
valore non solo distensivo ma appagamento di una vocazione o passione che
viene a manifestarsi negli anni di ogni stagione umana.
 Franceschini è il pittore della gioia di dipingere. Non si pone l'esigenza
di un pensiero colto e di conseguenza una pittura colta. Obbedisce invece a
ciò che sente. Dipinge quindi i motivi che avverte in sé, in una congerie di
stili e tematiche che permettono di osservare una galleria eterogenea dei
suoi lavori." - Franceschini è un pittore e un poeta che ama,  poiché sente
e descrive ciò che realizza in pittura e poesia. Un'anima sensibilissima,
uno sguardo acuto, penetrante e pulito quel tanto che basta per osservare il
suo candore ideale e spirituale.


Gennaro Coviello (1990) giornalista e critico d'arte


 La pittura di Mario è un'estrema sintesi etica   contenuto-forma - del
volere dell'essere, ove la forma é la luce regnante in ogni possibile
contenuto dello scibile. -forma originaria sintetizzata nei colori i quali
attraverso il gioco scientifico della complementarietà si pongono in
vibrazione ottica, evocando nella schietta semplicità, l'energia vitale,
simbolo mitico, madre interiore di ogni energia, la quale sostiene
miracolosamente la vita nostra.
...Per giungere a questo la sua forma espressiva organizza i colori in una
essenziale geometria, la quale rispetto allo spazio pittorico, diviene
un'ideale telaio di luce in razionale costruzione.
E razionale é appunto l'esperienza umana mirante alla continua
consapevolezza che è analogia tra noi e il prossimo nostro, cioè fede,
speranza e carità.
La sintesi di tale suprema certezza è l'esperienza di Dio, attraverso la
luce, il colore, capaci di disperdere ogni tenebra, ogni incertezza, ogni
egoismo.
Anche se g1i uomini come afferma S. Paolo, troppo spesso preferiscono le
tenebre alla luce- L'artista anela incontro all'ideale, cioè il mondo come
si vorrebbe che fosse. Del resto a partire dalle antiche raffigurazioni
sacre, che è mito, simbolo esemplare di religione, il mosaico divenne
tecnica primaria, atta ad evocare la felicità della luce, capace di operare
tra le forme luminose e il contenuto mistico della grande fede occidentale.
Allo stesso modo le vetrate di chiesa, furono concepite per assolvere la
stessa impellente sintesi.
In epoca recentissima fu Severini ad osare un colto richiamo tra luce e
dinamicità, intese come trasfigurazione dell'assoluto.
 - Così la parola, il colore è scoperta, e la vita torna ad essere quel
miracolo, regno dell'ascesi e della poesia. Si potrà così affermare che ogni
espressione di pittura onesta racchiude tale esigenza  sia esso un
paesaggio, una natura morta, un ritratto ecc. - poiché se tali "contenuti"
riescono a trasfigurare l'interiore dell'artista, la sua etica, cioè il suo
porsi nel mondo, raggiungeranno inevitabilmente il senso intimo del miracolo
dell'arte stessa, l'umanizzazione del mondo...

Alessandro Sbardella (1999) attore e amico dell'artista


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